ALTRI MONDI:Posto fisso.Calandra:"U'post fiss è u'post fiss"

martedì 3 giugno 2008

..parliamo di fame nel mondo?.. a pranzo?


Dai tempi delle scuole elementari, sicuramente, tutti noi abbiamo almeno una volta, discusso...attraverso un tema o dei lavoretti, della fame nel mondo....ci hanno sempre propinato dati in ogni salsa. Come da molto tempo ormai, oggi i paesi del globo ne parlano a Roma, nel vertice della Fao...la concentrazione mediatica però, è tutta per il Presidente Iraniano che riesce sempre nel suo intento di concentrare su di se l'attenzione per poter poi sparare a raffica sull'Onu dal palco e se potrà dirà anche qualche stronzata su Israele...chiaro i collettivi mica sono andati a protestare per non farlo parlare....mica è il Papa, in fondo hanno un nemico in comune.... Ma tornando al problema principale....l'emergenza alimentare, Napolitano dice che non si può affidare al poter equilibrizzatore del mercato....infatti, l'offerta alimentare non riesce a soddisfare la domanda, ma sopratutto c'è un parte del mondo che consuma molto di più, mentre un'altra grande parte muore di fame....ed è vero per gli effetti distorsivi causati dalle politiche assistenziali e dal menefregismo di multinazionali e mondo industrializzato. Certo, sono passati i bei tempi quando un ultraimpegnato come Jovanotti implorava in mondo visione il Premier D'alema di annullare il debito....chiaramente nulla è successo e nulla ha detto il Lorenzo nazionale.... Nel tempo alcuni stati sono usciti da questa situazione drammatica...come l'india, diventando un paese in piena crescita con mercati nuovi e ricchi...anche se questo porterà problemi diversi, come la redistribuzione del reddito....ecc...ecc... Cosa fare?...qualche economista dice che un Piano Marshall per l'Africa potrebbe essere la soluzione....non so, o comunque dipende sempre da come si fanno le cose....continueranno a parlare, lo faranno altre volte, intanto la popolazione aumenta...chi era indietro è ancora più indietro, se poi il tutto lo inseriamo in uno scenario pieno di guerre cruenti...beh, intervenire è un'obbligo....e solo un intervento strutturale potrà limitarne i danni...forse un Piano Marshall...non so...anche perchè se avessi la soluzione forse, non ero qui a scrivere su questo blog, no?....continueranno a parlare, lo faranno altre volte, e sentiremo sempre tanta retorica su questo argomento....però bisogna muoversi, questa è l'unica verità.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Il problema principale è l'aumento del prezzo della farina e del riso, che ha aumentato la fascia di povertà di paesi non considerati poveri (terzo mondo), come l'indonesia, il sudamerica (quasi tutti gli stati) il sudafrica etc..
Questo preoccupa piu che la situazione atavica africana che non ha mai destato preoccupazioni piu di tanto.

Da quello che si dice cio è dovuto all'aumentare del prezzo del barile e/o del brent, quindi magari la soluzione è passare all'idrogeno visto che la tecnologia è gia a stadi avanzati. Ma d'altrocanto se tutto l'occidente passa all'idrogeno (l'asia non è pronta) questo ridurrebbe drasticamente il prezzo del barile a tutto vantaggio della cina e dell'india e delle economie emergenti, le quali in barba a ogni tutela, non solo produrrebbero piu inquinamento ma abbasserebbero i costi dei loro prodotti strangolando definitivamente tutti noi che già non ce la facciamo piu a vivere con i nostri standard.

Allora la soluzione qual'è? Boh!
Qualcuno si divertirà a dire che stiamo prendendo nel culo senza vasellina, io dico che dobbiamo prendere la nostra sinistra e i nostri sindacati e portarli in Cina e India, ad insegnare alla gente lo sciopero selvaggio, così aumentando i salari ai cinesi aumenta il prezzo delle cagate che producono, la nostra economia respira, poi passiamo all'idrogeno e al nucleare e col petrolio ci facciamo i barbecue tanto non servirà piu a niente!!

Poi ho anche un idea simile per i centri sociali.. riguarda piu il medioriente, ma è fuori tema.

Tutto volutamente provocatorio, so benissimo che sono equilibri delicatissimi. Speriamo che il buonsenso prevalga sull'ideologia.

Consiglio di leggere il libro di tremonti su questo punto.

V.G.

max ha detto...

esatto V. l'equilibrio è delicatissimo, ed il petrolio non sarà sostituito presto...difficilmente la cina e l'india avranno costi di produzioni elevati come i nostri ed anzi, il problema sarà che ci saranno pochi ricchi (ma molto ricchi)...e tantissimi poveri (molto poveri)...la soluzione non è alla portata o meglio non esiste una soluzione certa, esistono soluzioni diverse per diverse visioni....cmq, Trementi ha ragione...il problema non è stata la globalizzazione...ma come è statagestita la globalizzazione.....si potrebbe stare qui a parlarne ore e ore...

Melina2811 ha detto...

Si tratta di un serio grosso problema di cui molti parlano ma pochi fanno fatti. Maria