lunedì 14 dicembre 2009
...a volte i sogni si realizzano.
Il problema è grande, almeno quanto la tristezza nel vedere quelle immagini, che aldilà del Cavaliere, sono una vergogna per qualsiasi società che voglia definirsi civile, perchè un volto pieno di sangue non può generare una risata o un desiderio esaudito, e spero che non generi un nuovo mito, perchè ci manca solo uno come Tartaglia in tv per convincerci definitivamente che siamo una società da buttare. Ma va tutto bene, continuiamo a farci una risata e sentirci accettati perchè odiamo Silvio tanto da vantarcene nei social network, tanto, in fondo, non ce ne frega niente..........vero? Buona giornata.
giovedì 3 dicembre 2009
Concorso: che cazz me ne futt ?
E' quasi un mese che non scrivo un post, e diciamo che questo è dovuto ad una serie di fattori, primo tra tutti è la mancanza di tempo per il lavoro e quel poco libero lo spendo per la maglia viola. Cmq, aldilà di quello che è successo in questo mese, spesso mi sono ritrovato a chiedermi cosa potessi fare con questo blog, fino a quando ho deciso di provare a dare un mio piccolo e modesto contributo allo sviluppo civico di Policoro, attraverso un collezione di foto amatoriali su come i nostri cari concittadini parcheggiano, ed ecco che può essere utile notare queste opere di genio che si vedono a tutti gli angoli della nostra città, che magari potranno accerscere la consapevolezza di cosa intendiamo per strada pubblica. Sarebbe bello essere un pò più attenti a notare queste cose, provando almeno un pò di ritegno. La prima foto è stata realizzata da me ed è stata fatta in un'incrocio privilegiato, dove ogni giorno, ad ogni ora, si possono ammirare delle vere e proprie coreografie. Ma se qualcuno volesse mandarmi qualcosa, lo faccia pure, ricordandosi però di cncellare tutte le targhe o i volti che si vedono.....
Avete presente l'incrocio di Via Agrigento dove c'è il tabacchino e il forno? bene, a quello stop, questa Punto ha parcheggiato, chiuso la macchina.... e che cazz me ne futt!!!
lunedì 9 novembre 2009
....il muro

Chissà se nelle scuole raccontano quello che successe 20 anni fa, chissà come lo raccontano, chissà se la consapevolezza di quel giorno che segnò il cambio di un'era, diventerà un pò più diffusa. Quando a Berlino c'era il muro, il mondo era molto diverso, la parola libertà aveva un significato che molti europei ancora non conoscevano. Nato in una notte per evitare che i berlinesi continuassero a fuggire verso la Berlino libera, verso il mondo libero, per quasi 30 anni, il Muro rappresentò la vergogna simbolo dei regimi comunisti. Come era diverso il mondo e come, anche la nostra generazione, non ha mai capito perfettamente il significato. La fine della guerra fredda, il crollo di un modello (quello comunista) sgretolato su se stesso ed un Muro crollato sotto la forza del popolo. La storia dice che nella primavera dell'89, sotto la perestrojca di Gorbaciov e sotto una sempre più pressione popolare, i primi regimi del bocco sovietico come l'ungheria e la Bulgaria, aprirono le frontiere cambiando di fatto l'era della Guerra fredda, non era difficile immaginare quello che successe poi il 9 novembre a Berlino, ma di quella sera, la cosa più bella forse è stata l'inaspettatezza, quando da una conferenza stampa di un funzionario tedesco, venne fuori una direttiva che invece doveva arrivare per gradi. Un errore che ha visto immediatamente in strada Berlino, pronta a riabbracciare i parenti, pronti ad abbettere quel muro fatto di vergogna. Ecco, il messaggio che dovrebbe passare, è negli occhi di quella gente che solo vent'anni fa, conobbe la parola libertà, è nei volti e nelle lacrime di quei fratelli europei che oggi rivediamo nelle foto di quella notte non molto lontana. Ed è emozionante provare a capire le sensazioni di quella gente, guardandone le immagini oggi, con le piche sul muro, con una bottiglia in mano, con le lacrime agl'occhi o un bambino in braccio..... è una notte di vent'anni che forse avrebbe dovuto aiutare ad unificare meglio anche l'Europa, ma come dicevo all'inizio, noi europei e noi generazione libera, non ne abbiamo capito appieno il significato e quindi non ne abbiamo sfruttato l'onda anche emotiva e la voglia di stare insieme. Ma questo oggi non conta, oggi basta rivedere quelle immagini e provare a viverlo, forse lo capiremmo meglio...forse anche solo sentendo un fischiettio in una canzone......
mercoledì 4 novembre 2009
che croce!

Del crocifisso possiamo parlare per ore, per il suo valore di pace, per il suo valore nella storia del nostro paese e per il valore che esso esprime in se.
Ma non si può venire a dire che il Crocifisso offende chi crede in altre religioni, perchè altrimenti dovremmo toglierli da ovunque, facciate, chiese e dai miei manifesti.
Non mi piace che a distanza di anni passi l'idea del "cadaverino nudo appeso al muro" definito da Smith, leader dei Mussulmani d'Italia, perchè se è così, allora dovrebbero offendere pure le bambine con il burqa in classe.
Con questa finta mossa di libertà, non si ha il rispetto della nostra storia e del nostro costume, che forse ci potrebbe anche stare in un Europa laica, ma che deve al tempo stesso riconoscere una sua origine, o meglio, ne accetto le regole se è chiaro il suo fine ed il suo credo, cioè se sappiamo cosa siamo, Quale Europa stiamo costruendo? chi è chi la sta costruendo?. Invece, continuiamo ad assistere al nostro annientamento, convinti che stiamo creando un mondo giusto e libero, ma che invece sembra sempre più vuoto, con il dio "individuale" della propia persona come unica fede, oltre, intorno...non conta. Vediamoli quali sono questi valori europei, oppure possiamo limitarci ad osservare il comportamento della nostra società? Non conta cosa dici, conta cosa scrivi o come ti comporti su Facebook. Non conta cosa hai fatto o chi sei, l'importante è apparire, come Mesina sull'Isola, o come chi, perchè indagato, diventa celebrità...come il Sig.Corona.... forse sono andato fuori traccia, ma io questa Europa non la vedo e di questi Europei continuo a non vederne l'anima.
mercoledì 28 ottobre 2009
...ritornano, ritornano

domenica 25 ottobre 2009
...la terza camera.

Io prendo le difese di Marrazzo perchè della sua vita privata sinceramente non me ne frega,
o meglio posso rimanere deluso da una persona che vedevo comunque di buon occhio, di chi ha fatto l'ascesa politica basata sulla sua immagine di "giusto" e "irremovibile" difensore dei diritti ai tempi di "Mi manda Raitre", invece di lui mi dovrebbe interessare il suo operato amministrativo. Ma perchè allora la vita privata ormai è l'unico mezzo con il quale si fa politica? perchè l'avversario dev'essere affrontato sul piano personale piuttosto che sul piano politico? Perchè per distruggere l'uomo politico bisogna distruggere l'uomo? E' un'aspetto che ci riguarda sempre di più, che va oltre Berlusconi e che, ormai da troppo tempo, sta modificando la dialettica politica. No, a me non piace il pettegolezzo, le montature, la presunzione di parlare di cose serie in palcoscenici non adatti, non mi piace questo ulteriore passo indietro che fa la politica. E' molto triste la storia di Marrazzo, che esce completamente distrutto nei suoi affetti più cari. E' molto triste la storia dei Carabinieri corrotti che fanno venire il dubbio che non sia un caso raro. E' triste che questa storia sia esplosa con una tempistica difficilmente casuale, degna delle migliori operazioni anti-berlusconi (magari non vedremo il trans giovedi da Santoro) e che fanno pensare che la battaglia sia ormai su questo piano. E' triste vedere questo spettacolo dove ci perdiamo tutti.
Ah, dimenticavo che oggi comunque è una giornata di democrazia....buon voto.
venerdì 23 ottobre 2009
...bello scherzo.
Ecco una spettacolare iniziativa pubblicitaria della Heineken. Veramente geniale, anche se semplice nella sua idea. Mille milanisti sono stati costretti dalle proprie mogli o dai propri capi, ad andare a vedere un concerto di musica classica mercoledi 21, la sera di Real-Milan. Bellissimo, anche perchè adesso usano i nostri cugini come cavie per test sociologici o testimonial negli spot, ma aldilà di questo rimane una bellissima azione di marketing.
martedì 20 ottobre 2009
...posto fisso

martedì 13 ottobre 2009
...dal tabaccaio

Ormai io e il mio tabaccaio siamo amici, sarà la vicinanza da casa, ma credo che entro nel suo locale almeno due volte al giorno, un pò per le sigarette, un pò per il richiamo del gioco, ma scherzi...i tabaccai sono ormai come i barbieri di un tempo, conoscono tutti e conoscono i vizi di tutti, sono socialemente rilevanti. Io ho sempre cercato di limitarmi nei giochi, ma devo dire che ogni tanto i pericoli della dipendenza sono in agguato. Il nuovo gioco ormai spopola, "win for life" che è uno spettacolo sentirlo dire dai giocatori locali: wimfola, wifola, fino al bellissimo "will", molto meglio conosciuto come quello dell'estrazione ogni ora per 7 giorni la settimana, affascinante, ti regalano lo stipendio fisso, o la rendita fissa e chissà se la soddisfazione di vedere il bonifico ogni mese, da anche la sensazione della soddisfazione frutto del merito. E' una questione di culo, ma che viene venduta enfatizzando sogni, che per molti sono solo dei bisogni, lo sappiamo, solo che un tempo era solo la Lotteria Italia, il Lotto, poi man mano si sono aggiunti il totip e il totocalcio, ora tra snai, superenalotto, gratta e vinci, ed il nuovo arrivato ci vogliono gli specialisti e magari i consulenti sulla diversificazione del rischio. Così, sembra facile vincere e ti rendi conto di quanto pervada la tua vita, quando tornando a casa la sera, voltando l'ultima curva, spesso viene in mente l'immagine del mio amico tabaccaio fuori con una bottiglia mentre appende la scritta "vinti qui.....", ed io, che piango ai suoi piedi.....o forse, che mi fumo la sigaretta in un angolo con la freddezza di tenere la bocca chiusa, ma pensandoci bene e facendo due calcoli rapidi, puntualmente sembro Peperoga. Buona fortuna
venerdì 9 ottobre 2009
...sulla parola.

Un premio Nobel della pace assegnato sulla fiducia è un grande peso e una grande responsabilità per il Presidente americano, che sul fronte della pace ha molto, moltissimo da fare. Per il momento sono bastate le parole, che già sono alla base del successo Obama, ma dalle parole bisognerà passare ai fatti, bisognerà vedere se ci si colloca tra i grandi che hanno cambiato la storia oppure tra i Grandi incompiuti. Abbiamo detto che per il momento basta la parola, talmente potente e piena di luce nuova, da avere l'effetto della stella cometa da seguire, ma i protagonisti del mondo, delle parole non se ne fanno niente, perchè le loro, di parole, sono quelle dell'odio, della dittatura, dell'irrazionale che nasce dal male. Con questi signori ci sarà da parlare di pace, vedremo che parole serviranno e se basteranno. Intanto il Nobel sulla parola, forse non è opportuno, ma se Barack è veramente un Grande uomo, sicuramente dimostrerà di esserselo guadagnato, e questo peso se lo porterà.
sabato 3 ottobre 2009
...un sabato come quelli di una volta

Un sabato come quelli di una volta, spinto dai buoni principi e da quelle idee che se anche la storia ha dimostrato essere cosa diversa, oggi rivivono quell'emozione di gridare alla mancanza di libertà, ai bavagli, al sentirsi i giusti in questo mondo cattivo.
Ma se in Italia può parlare Santoro, può disegnare un criminale come Vauro,
se si può fare i soldi uno come Travaglio (che senza Berlusconi non esisterebbe),
se giustamente esistono trasmissioni come "Che tempo che fa", "Ballarò", "L'Infedele", "Report", "Parla con me", ecc.. ecc... manca la libertà di stampa?...se un parlamentare si può permettere di accusare alla Cameradi mafia i suoi colleghi in base ad una teoria,
se i brigatisti fanno convegni, manca la libertà?.
In 15 anni si è sentito sempre dire che Berlusconi al Governo controlla 5 tv su 6,
allora non le avrà sapute usare se tutte le elezioni perse sono
avvenute con Forza Italia al Governo?.
In tutto questo non è che manchi un problema, per carità,
ma è un problema più radicato che esiste ancor prima del '94
e che riguarda un pò tutti i paesi, un problema fisiologico delle società
quelle del potere contro la libertà di pensiero e di stampa,ma che pone dei problemi diversi.
Sono convinto che l'informazione in Italia non sia limpida, ma questo è sentito anche e sopratutto a livello locale,come parlare di un problema o meno,
trovare chi ti pubblica dipende da dove sei schierato o dalla tue conoscenze,
un pò come tutti i settori, ed è un problema trasversale.
Ma a livello nazionale, credo che gli spazi non mancano e allora l'altro aspetto
è di che cosa si parla, se i protagonisti vogliono parlare di puttane, teoremi,
festini e non di economia, riforme, ambiente, allora la riflessione dev'essere un'altra.
Utilizzare la parola "libertà" in questa maniera opportunistica come quella di oggi alla manifestzione, per coprire ancora una volta un terreno di confronto che manca e che rappresenta il vero problema politico, è un falso.
Ma visto che tale parola è usata in maniera cosi larga,
io mi chiedo che "libertà" c'è in una categoria (quella dei giornalisti)
dove esiste un solo sindacato? quindi presumo che se qualcuno
non condivide la linea sindacale, non è tutelato o comunque ascoltato?....
ma oggi è un sabato come quelli di una volta, dove gli arstiti, gli intellettuali, i comici, i cantanti, gli scrittori, e compagni si svegliano presto,per riprendere le proprie sciarpe e i propri borselli e andranno a raccontare le loro favole in piazza, sapendo di non essere loro stessi un esempio di libertà. Buona giornata.
giovedì 1 ottobre 2009
1000 cervelli legati

lunedì 28 settembre 2009
.....scrivete, scrivete

Io credo che chiunque almeno una volta al giorno si scontri con alcune difficoltà che oramai noi diamo per fisiologiche come trovare le giuste informazioni, o la totale mancanza per il rispetto del lavoro altrui o la quasi totale mancanza di ambizione della forza lavoro. Ho già detto altre volte che noi non siamo una grande popolo per numerosi aspetti, primo fra tutti il fatto che non siamo buoni, non siamo altruisti, non sappiamo lavorare o costruire insieme niente, dal torneo di calcio ai progetti più importanti. Ma quello che ogni tanto penso...ma è possibile che non si riesca a trovare una voce comune di indecenza, una comune presa di coscienza delle problematiche, ecco, credo che forse uno strumento lo potrebbero dare le tante capacità che hanno la possibilità di porre un problema, di concentrare l'attenzione, di fare inchieste....ce ne sarebbero da fare, dall'acqua, all'amianto, ai tumori, all'inquinamento, ai corsi di formazione, ai fallimenti, agli abusi..... che sia un'invito per una necessità, tiriamo fuori un pò le palle tutti quanti e forse potremmo imparare ad unirci anche noi al posto di sentirci spesso degli stranieri ogni volta che si apre un giornale nella pagina locale al mattino, e credere che i problemi sono altri.
venerdì 25 settembre 2009
...liberi liberi

giovedì 24 settembre 2009
teatro di vetro

In questi sessant'anni si sono viste tante cose in quell'aula, come la pistola nella fondina di Arafat, o le quattro ore di discorso di Fidel, tutti accadimenti storici ed importanti proprio per la solennità di parlare davanti al Mondo riunito, e quindi la consapevolezza dell'ufficialità della situazione. Ma guardiamo i dittatori di oggi, quelli che utilizzano quel palco come se fosse quello di un teatro, si sentono autorizzati a sparare le cazzate più grandi, permettendosi di dire che l'ONU è un'organizzazione terroristica, utilizzandola solo a fini propagandistici. Ma aldilà di questo aspetto, invece le cose importanti non mancano come il discorso di Obama che merita di entrare nella storia proprio come quelli di altri suoi predecessori, con anche quel modo di comunicare che trasmettono speranza e "change". Lui rappresenta l'espressione migliore di questo occidente, quello più responsabile, quello del futuro.
martedì 22 settembre 2009
piccole grandi storie
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A Crotone oggi ci saranno i funerali di Domenico, 10 anni, morto dopo 3 mesi di coma dopo essere stato colpito da un proiettile mentre giocava a calcetto.
Storie come queste ce ne sono state altre, ma lo sconcerto non dovrebbe essere un'abitudine, non dovrebbe essere un dato di fatto. E' la Calabria ed è l'Italia, troppo spesso distratta quando è presa a schiaffi nella sua civiltà.
Ma se morire a 10 anni dentro un campo di calcetto diventa una semplice nota di cronaca, qualcosa alla base non va.
O siamo diventati così distratti o siamo diventati così rassegnati. Questa storia meriterebbe un pò più di spazio, perchè non è un'alluvione, non è una strada che cede o anche solo una storia triste di tragedie familiari sempre più frequenti.
Questa storia meriterebbe una ribellione civile da parte dei calabresi e se loro non la fanno, il resto d'Italia invece dovrebbe.
Ma oggi, forse, morire così rientra solo nei casi che non hanno senso, di quelli irrazionali, come se non fosse colpa di nessuno. E noi, con a volte la nostra ipocrita compassione, ci rifletteremo per pochi secondi, per poi tornare ai nostri talk show. Buona giornata
lunedì 21 settembre 2009
giovedì 17 settembre 2009
Fratelli d'Italia

E' fuori da ogni dubbio che in Afghanistan, ancora dopo tanto tempo, i risultati sperati dalla Nato non sono arrivati, il territorio è ancora in mano ai talebani che hanno avuto tempo anche per riorganizzarsi in alcun aree, e poi, se ne parlava giusto qualche giorno fa, Bin Lan in teoria è ancora lì, otto anni dopo l'inizio della caccia. Non ci si può arrendere proprio perchè noi siamo i buoni, proprio perchè questa missione ha un senso, proprio perchè il lavoro di questi ragazzi ha un valore immenso, anche se l'obiettivo è difficile. Un fuoristrada con 150 kg di esplosivo su dei nostri Fratelli d'Italia, ragazzi tanto simili a noi nei sogni di una casa, nell'amore di una famiglia, ma che fanno un lavoro nobilissimo e che ora più che mai merita rispetto. Onore
mercoledì 16 settembre 2009
...e allora sei tu.

martedì 15 settembre 2009
...RadioLucania

E' sconcertante quello che sta rivelando un pentito calabrese sull'abbissamento di alcune navi cariche di rifiuti tossici nei nosti mari. Uno di quei lavori sporchi che sicuramente la nostra malavita ha offerto come servizio sopratutto negl'anni 80. Secondo questo pentito, lui personalmente ha partecipato all'abbissamento di tre navi, una in Calabria, una a largo di Maratea e una a largo di Metaponto. E pensavo che se questa storia delle navi è vera, non è soltanto che un'altro caso di inquinamento ambientale come tanti altri e che in altre forme sono molto presenti sul nostro territorio. Quanti bidoni con sostanze tossiche sono stati trovati nei capannoni, sottoterra, nelle masserie in questi anni...vi assicuro che sono numerosi e che spesso sono finiti nel silenzio, non capendo mai qualcosa in più come la provenienza, o il sistema che ha permesso in tutti questi anni il business dei rifiuti pericolosi. La sensazione è quella di un sud, e Basilicata in particolare, utilizzata e considerata a spazzatura, con un popolo ignorante facilmente comprabile e difficilmente ascoltato. Un sistema c'è per forza, un organizzazione che ha permesso almeno l'incontro tra domanda e offerta, tra chi ha dato il terreno e chi ha portato i rifiuti, ma di questo non si sa niente. Il nostro territorio è profondamente inquinato, nonostante non lo si voglia ammettere e nonostante il nostro continuare a credere che da noi, è tutto genuino, all'Enea ci sono i rifiuti, l'amianto è ovunque, e da noi, si muore. Forse sarebbe necessario parlarne di più, magari ancora prima di iniziare ad avere paura dello spettro di una centrale nucleare, ecco forse prima bisognerebbe guardare bene lo stato attuale del nostro territorio e iniziare ad affrontare certi temi, pretendendo un pò di più.
lunedì 14 settembre 2009
Ah, Osama c'è ancora

venerdì 11 settembre 2009

Visto che i risultati non sono venuti subito, da oggi apre il blog unico e ufficiale della Fiorentina con la prima copertina della stagione. Gli autori siamo io e Mr.Zampa, ma l'intenzione è quella di aprire anche ad altri alla redazione del blog, chiaramente oggi risulta un pò spoglio, con un pò di giorni verrà completato. Intanto pensiamo a vincere questa sera, non esistono alibi.
lunedì 7 settembre 2009
...strade

giovedì 3 settembre 2009
ma è l'unico?

Mamma mia, lo scenario non sembra migliorare, il dibattito politico si continua a concentrare su discorsi astratti, frutti di pettegolezzi, accuse e pericoli che restano comunque lontani da quelle esigenze che si avvertono nel paese.
La campagna di autunno dell'opposizione sembra che sia il ritorno all'allarme sulla libertà di informazione, con le proteste e appelli firmati dai soliti noti,...Jovanotti, Nanni Moretti, ecc. ecc.. Sono sempre convinto che viviamo in un era dove l'informazione è ovunque ed è sempre più alla portata di tutti, già la stessa Tv non è più a 6 canali, ma tra digitale e satellite oramai diffusi, c'è molta conoscenza in più.
Il problema nasce su cosa si vuol mettere in primo piano, quali questioni e su quali cavalcare, questo è determinato anche dalle scelte politiche.
In questo, grande responsabilità le ha anche la maggioranza, imbrigliata nelle solite dichiarazioni populiste e dannose della lega e nella perenne difesa della vita personale del Premier. Oggi più che mai c'è la necessità di saper guardare ed interpretare il futuro, far capire al popolo che idea di Stato si ha, in quali scenari ci stiamo imbattendo e come si pensa di farsi trovare pronti.
La società cambia, le regole e le scelte la devono precedere.
Un Governo responsabile e forte, ha l'obbligo di chiarire la direzione del paese sui punti cruciali, laicità, riforme, obiettivi e progetti.
Qui si vede solo una vita alla giornata, anche se la gestione della crisi ha impegnato risorse ed è arrivata a risultati, ma appunto in tempo di crisi, si deve avere la consapevolezza che le crisi portano a cambiamenti e noi lo dobbiamo capire.
In tutto questo, le uniche parole di buon senso e di invito a tornare alla politica, vengono da Fini, che da grande uomo qual'é sta ricoprendo la carica in maniera perfetta dimostrando il coraggio di chi si accorge che il mondo cambia e che si potrà candidare a governare questo Paese. Le sue parole, nonostante la nostalgia di qualche suo elettore, sono il frutto di un percorso intrapreso anni fa e che oggi sembra la speranza per un futuro di politica migliore, ma si vede poca luce in questo buio.
lunedì 31 agosto 2009
...tempi che cambiano

Certo che lo capisco quello che stanno passando i miei cari amici milanisti in questi giorni così duri, ma nel fascino di questo sport, ci si può ritrovare anche qualcosa di più profondo, come la sensazione che noi conosciamo benissimo e che giustamente oggi, tocca a qualcun'altro provare. Desolazione calcistica o profonda rabbia, ma la fede in queste condizioni è messa a dura prova...trovare la motivazione di vedere la tua squadra la domenica pur sapendo che può succedere di tutto anche se gioca contro il Livorno, o ridisegnare i sogni di grandezza in base alla mediocre realtà. Ma il problema non è il futuro in sé, anche perchè si è alla seconda giornata, in fondo si è sbagliata una partita, nulla è irrimediabile. Forse però, il derby di sabato ha messo in chiaro chi domina e chi subisce in questi anni, rendendo vani i tentativi di chiamare gli interisti "sfigati" o "falliti" perchè non si è ancora vinta la Champions, no cari miei, qui non può proprio parlare nessuno. Ricordate gli anni dove l'inter, insieme ai carabinieri, era l'oggetto di sfogo in barzellette e opere teatrali??...sono tempi molto lontani, spazzati via da anni gloriosi. Vabbé, basta, chiudiamolo questo capitolo derby. Ultimo pensiero....ma che anni strani, non avrei immaginato di vedere Eto'o o Ronaldhino in Italia, o Lucarelli e Cannavaro di nuovo con le maglie di Livorno e Juve ed essere accettati dai Tifosi. Tempi che cambiano, ricordi che restano....come lo stemma dell'Inter di quando ero bambino.
lunedì 24 agosto 2009
..chiacchere di fine estate

giovedì 20 agosto 2009

Nell'articolo, gli abitanti del quartiere (lui in primis), chiedono regole sugli orari degli spettacoli estivi e ne denunciano i disagi. Le regole ci sono e la rassegna ne è nel pieno rispetto, come l'orario (01:00 non le 02-03 scritte nell'articolo), rispettato tutte le sere come del resto in tutti gli altri luoghi dove quotidianamente si suona live.
Mi chiedo quali altre regole si vogliano, per caso di annullare i già pochi eventi estivi?
Per quanto ci riguarda, l'aspetto più sconcertante non è la polemica in sè, per altro classica come ogni evento che attrae pubblico, ma la descrizione fatta della nostra rassegna dove si critica una manifestazione che evidentemente nemmeno si conosce.
La rassegna "Ai Casalini" - ampia e ricca di ospiti di primo piano nella musica nazionale e internazionale - definita come "musica e balli notturni", "sballi da bottiglia" e il pubblico denominato come "giovani che confondono il giorno con la notte" non tiene conto dei numerosi target che il borgo Casalini ospita: famiglie con bamibini liberi di giocare nelle aiuole, professionisti di Policoro e fuori e giovani policoresi che rientrano per salutare i propri cari.
Un articolo che non ha tenuto conto del lavoro altrui, trasmettendo solo una cattiva e falsa informazione sulla comunità di Policoro.
Lasciando stare l'appello al senso civico tipicamente da paternale anni '50, il giornalista abita a pochi metri dalla Borgata, da qui la scoperta di un nuovo problema che fino a quest'estate non lo aveva toccato personalmente e quindi la necessità di fare una polemica domestica nel giorno di ferragosto con un bell'articolo a piena pagina.
Una polemica di basso profilo, dove l'unico obiettivo sembra la critica, proponendo soluzioni che poi mai nessuno sa spiegare come metterle in atto.
Non credo sia una colpa organizzare una rassegna musicale in una cornice importante della nostra città, che ci ha permesso di attrarre anche gente di fuori.
Non credo che sia una colpa avere un'ottimo successo nella riuscita dell'evento.
Noi abbiamo cercato di dare un profilo di qualità medio-alta ottenendo delle serate di ottima musica e con grandi ospiti, il nostro pubblico è stato più che mai vario e non si sono viste scene di eccessi come invece l'articolo vuole far intendere.
Dispiace aver dato un'ennesima immagine vecchia e fuori tempo di una città che si vuole definire "a vocazione turistica", ma che in realtà rimane imbrigliata nei propri confini mentali. Buona estate.
martedì 4 agosto 2009
mercoledì 29 luglio 2009
...giochi pericolosi

lunedì 27 luglio 2009
...Sud

Sulla scia della discussione sulla "questione meridionale" che da qualche giorno è tornata di moda, qualcuno nella maggioranza sta pensando ad un partito del Sud, dimostrano come, l'individualismo ed il solito populismo troppo spesso anima le proposte politiche. E' un idea che a me non piace, ne come occasione di rilancio del meridione, ne come tutela d'interessi contro la localista Lega Nord. La lega ha avuto un percorso diverso ed unico, che è cresciuto sulle spalle del malcontento e che, come da troppo tempo avviene, è sempre più crescente. Ma aldilà delle mille proposte indecenti o le esternazioni dei coloratissimi leader leghisti, questa formazione si trova al potere da diversi anni, ottenendo qualcosa di buono, come innegabilmente il federalismo. Far nascere un partito del sud può solo far allontanare e ufficializzare una diaspora cronica che non è assolutamente necessaria. Sono anche convinto che solo con i grossi investimenti nel Mezzogiorno, non si arriverà ai risultati di cui abbiamo bisogno, siamo quasi oramai disgustati dagli interminabili proclami di soldi investiti a Sud. Parlare di questo vorrebbe dire parlare della storia d'Italia nell'ultimo secolo, cercando di capirne le dinamiche e cercando di capire i tratti essenziali. Forse, per arrivare a qualcosa di costruttivo, bisogna concentrare l'attenzione sul presente immaginando il futuro. I problemi sappiamo che sono molti, ma quasi tutti sono riconducibili ad una matrice culturale che impedisce di vedere la realtà delle cose, così come hanno attecchito le mafie, anche la corruzione, il potere politico e i mercati distorti sono entrati nel quotidiano delle notre vite da meridionali. Il nostro non sapere gurdare oltre il nostro giardino, ha tolto l'immaginazione e lo stimolo per guardare al domani con fiducia, la nostra stanchezza e la nostra rassegnazione, ha reso il quotidiano fine a se stesso. Ma se noi lavorassimo cercando di capire come cambi il mondo, avendo la capacità di intravedere le prossime opportunità, noi potremmo concentrare le azioni in maniera più significativa. Cioè: se economicamente siamo indietro in tecnologia, specializzazioni, ricerca e sviluppo, di almeno un decennio, è inutile perseguire le strade che altrove hanno perseguito anni fa, occorre agire guardando il domani, non imitando il passato di altre realtà che ti lascerebbero comunque sempre indietro. Allora la sfida sta in questo, cioè quanto si può rendere competitivo il sud nello scenario globale, proprio perchè il globle oggi ti da la possibilità, non solo di continuare a seguire una strada obbligata ma vecchia, ma proprio di costruirne una nostra, proiettata al futuro. Quindi, gli investimenti e le grandi opere sono necessarie ma sicuramente non sono la soluzione, occorre fare le scelte strategiche, quelle che ti possono mettere alla pari se non proprio all'avanguardia. Come ogni volta preferisco ricordare, dipende solo da noi, proprio perchè se il mondo va verso una logica di responsabilità, noi non ci possiamo sottrarre alla nostra.
venerdì 17 luglio 2009
...la valigia di cartone

martedì 14 luglio 2009
...notizie viola

Tra poco più di un mese inierà la nuova stagione della Fiorentina, che si sta godendo il meritato riposo ed il meritato ritiro nelle Notti di Cabiria e nei "Casalini". Nelle intenzioni degli organizzatori, sarà previsto il campionato, la champions league, la coppa italia e la Coppa primavera per chi non entrerà in zona champions. Per le novità bisognerà aspettare, anche se il presidente Calandra, oltre a confermare tutti, da per sicuri Pinca e Fornaro al rientro, anche se servirebbe una punta vera. Bisognerà aspettare anche le novità sulle rivali, cosa farà Manolio, come andrà la squadra che sta mettendo in piedi il nostro ex Ds Rocco Terranova, insomma le curiosità non mancano. Attesa anche per le divise nuove e gli sponsor, mentre il 1 Agosto verrà presentato il nuovo logo della squadra. Ma per chi dovesse pensare che i Viola si stiano rilassando troppo, basterebbe fare un giro a mare di sera, per ammirare qualche transumanza di qualche difensore, mentre basta girare per i locali la sera per notare Mr.Zampa dare già indicazioni facendo vedere gli schemi attraverso boccali di birra. Di Talpone non si hanno notizie sui campi da gioco, l'ombra della pubalgia lo ha reso una talpetta. Domani amichevole che sa già di rivalità contro il sopracitato Rocco Terranova.....piano piano, stiamo tornando.
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sabato 11 luglio 2009
...italians

lunedì 6 luglio 2009
...è dura qui fuori.

C'è qualcosa di molto triste nell'aria di questa settimana, piena di lutti e momenti di dolore che si susseguiranno o ritorneranno, dolori diversi che hanno preso forme diverse, ma in fondo tutte così tristi come le storie che portano dietro. Innanzitutto i funerali di Viareggio, con le bare in fila, ancora bianche e ancora peluche su di esse, morti così violente e cosi inaspettate da sentirsi il nulla, dolore vero, come sentirsi colpiti direttamente, con tutte le storie che il fuoco ha polverizzato, volti normali di gente comune. In questa settimana ci sono anche i funerali di Jackson, nella nuova categoria di Funeral Event, con i bagarini e prodotti di merchandising. La storia che porta dietro è di quelle tristi, di chi nella sua fragilità non ha saputo gestire il successo, non ha retto i ritmi alti, le pressioni e le botte prese come tutti quando sono al vertice, pedofilia o meno, l'aver cambiato il colore della pelle rappresenta la devianza della cultura dell'"Io", alla fine, le parole giuste l'ha dette Obama: "storia triste". Il suo funerale diventa uno degli eventi più importanti, ma ormai sarà sempre così, lo spettacolo anche all'estremo saluto. Essendo del settore, non posso criticare il progresso. Questa settimana è difficile e casualmente molto simbolica, perchè se a 2 giorni dal G8, a L'Aquila la terra ha ripreso a tremare, è come se volesse ricordare a tutti, capi per primi, che la vita è dura li fuori, che la crisi starovinando la vita a molti, che occorre il senso della responsabilità.....e a noi servirà a farci ritornare in mente altro dolore, altri funerali, altre bare in fila, altra gente normale che non c'è più per un qualcosa più grosso di noi. Ma passa solo la sensazione di dolore, ora che occorrerebbe speranza, insieme alla terra d'abruzzo, sembra che tremi tutto, teniamoci stretti.
mercoledì 1 luglio 2009
...giocare sul caso, vincere dolore

lunedì 29 giugno 2009
...banche & Co.

Mentre si continua a parlare di mancanza di libertà d'informazione e di vicende oscure, l'unico argomento importante è quello economico, sopratutto adesso che si percepiscono gli effetti sull'economia reale, pochi soldi in giro, fatturati ancora in discesa. Il peggio sta passando, i segnali ci sono e tra un pò si vedranno anche nelle piccole imprese. Intanto bisogna stringere i denti ed avere obiettivi comuni. Il pessimismo che serpeggia nei falsi allamismi sono dannosi, è stato già detto, la mancanza di fiducia è l'ostacolo più grande insieme al comportamento delle banche, cruciali nella vita economica. Le banche hanno una grossa responsabilità, che troppo spesso trascurano per la semplice logica dei profitti. Bisogna dare credito, bisogna aiutare chi è in difficoltà in questo momento e invece sono loro il danno maggiore oggi. Il credito per le imprese è l'aria che gli permette di tenere in vita i propri affari, così come per una famiglia che si ritrova senza un'entrata, e siccome la politica gli ha dato degli strumenti specifici e straordinari, non si può che non accusarle (come spesso in passato). Il decreto anti crisi presentato dal Governo è un'ottima manovra, con all'interno anche alcuni provvedimenti tipo la commissione di massimo scoperto o altri che puntano a penalizzare gli istituti. Considerando che diventa difficile criticare la politica economica italiana in questo momento (tranne come sempre la CGIL), apprezzata dalle parti sociali e da tutte le istituzioni mondiali, non ci resta che essere vigili per poter far emergere chi compie il suo mestiere in maniera resposabile. C'è un nuovo mondo economico da costruire,con nuove regole e nuovi meccanismi, essere protagonisti ed essere pronti quando ci sarà la ripresa, è una necessità ed una grande opportunità.....sempre se l'attenzione non vada a "puttane".
martedì 23 giugno 2009
....è ora di venire fuori

Fermiamoci un'attimo, riflettiamo anche solo per qualche minuto sullo stato delle cose. Ognuno in base alla propria vita ed esperienze, arriva a delle conclusioni con delle certezze, molti dubbi e le conseguenti paure del futuro. Non è facile il mondo che viviamo, ancora meno facile è il luogo e mentre il mondo cambia, noi stiamo qui ad inseguire quello che altrove hanno già raggiunto anche dieci anni fa. Non voglio stare qui a fare la solita retorica che altrove si sta bene e qui no, non è questo il punto e non è nemmeno vero che altrove sono più intelligenti di noi, il punto sta che "altrove" è più vicino, cioè è la nostra visione che non va bene e la mancanza della consapevolezza di trovarsi in un mondo che non è più lo stesso nemmeno rispetto al giorno prima. Da questo tratto essenziale si hanno mille aspetti...politici, imprenditoriali e di servizi, dove la mancanza di crescita causa la mancanza generale di benessere rendendoci sempre di più cittadini infelici, insoddisfatti e rassegnati quasi ad accettare lo stato delle cose prendendole per buone o per regole. Così ci troviamo i mercati distorti, dove raramente il migliore è il leader, dove la fiducia commerciale si deve per forza mischiare con il rispetto personale, dove il parlar male del concorrente è la strategia commerciale preferita e purtroppo anche vincente. Molto da noi si basa sui personalismi, creando mostri, convinti di essere perfetti e dove putroppo questo loro egoismo quando si trovano in posizioni cruciali (politiche o imprenditoriali), rappresenta l'ostacolo maggiore alla crescita, perchè l'autocritica è una parola sconosciuta. Quindi da noi non esiste meritocrazia (non che "altrove" sia abbondante) ma quando ci si trova in un area che possiamo definire "depressa", che ha urgentemente bisogno di cambiamenti, allora la mancanza di meritocrazia rappresenta un elemento imprenscindibile, non confondendolo con l'utopia di eliminare raccomandazioni o affini, ci accontentiamo di avere gente competente al proprio posto. In tutto questo, esistono le eccellenze, esistono le belle realtà, di aziende dinamiche, proiettate nel futuro, ma che loro malgrado sono immerse nella melma di un sistema che inghiottisce e ti paralizza, insomma chi potrebbe riuscire magari non riesce e chi invece ce la fa sicuramente dovrà metterci il doppio dello sforzo. In poche parole in questa città i furbi vengono premiati e rispettati per una spicciola forma di potere, mentre molto spesso chi porta avanti la buona fede o un qualcosa di nuovo, prende le sembianze del pollo da spennare o, nelle peggiori delle ipotesi, viene considerato "scemo". So benissimo che è una conclusione troppo generalizzata, ma credo che molti dei nostri problemi si manifistino in queste forme. Detto questo, occorre agire, ed occorre farlo adesso, non perdere più tempo. Se ognuno di noi avesse la consapevolezza che le decisioni prese in questi anni, le scelte fatte in sede politica, segnano e disegnano il nostro mondo futuro e viene fatto nella nostra più completa esclusione e in fondo menefreghismo, la necessità di agire è fondamentale. Lo dobbiamo fare nel nostro piccolo, lavoro, famiglia e vita sociale. Bisogna avere la capacità di proporre una generazione nuova, con una visione nuova, con delle idee nuove, dobbiamo riuscire a far capire la necessità, alla classe dirigente attuale, di avere un seguito nel tempo e nella storia della nostra città. Andare oltre i personalismi, andare oltre le ambizioni personali, costruire un progetto che sappia vedere lontano e sappia capire come cambiano gli scenari, che sappia dare valore al bene comune. Tutto questo lo si può fare anche se guardandosi attorno non si vede uno spiraglio, anche se è tutto da costruire. I cambiamenti non devono essere per forza traumatici, anzi, devono essere graduali ma al tempo stesso devono essere anche visibili. deve prendere quelle eccellenze che sono smarrite e perse in un desolante ambiente piatto, dove le menti sfumano e spesso si perdono. Costruiamo da oggi il nostro futuro, andiamo più a fondo, prendiamo più coraggio e facciamoci vedere, se non lo facciamo noi, protagonisti del prossimo futuro, lo continueremo a far fare ad altri che saranno il continuo ed il frutto di questa situazione, per poi ritrovarci di fronte all'ennesima occasione persa e lo stesso rancore che ci accompagna da troppo tempo. Avanti, veniamo fuori.
lunedì 22 giugno 2009
...egiziani berlusconiani

Non so a quanti possa fregare, ma l'Italia ieri sera ne ha prese di santa ragione dal Brasile, uscendo con disonore dalla Confederation Cup. Ma dietro la classifica del girone con l'Italia, si nasconde un ombra. In poche parole, oltre al Brasile, la qualificazione se la giocavano l'Italia e l'Egitto, quest'ultimo rivelazione del torneo che contro gli azzurri campioni del mondo sono riusciti a vincere e che contro il Brasile hanno comunque fatto 3 gol, quindi ieri sera si dava per difficile un sconfitta dell'Egitto contro gli USA che comunque avrebbe aiutato l'Italia. Ora, i fatti raccontano che dopo la vittoria con l'Italia, i giocatori egiziani hanno festeggiato con delle prostitute in albergo e quest'ultime hanno derubato gli allegri giocatori che poi ieri sera hanno preso mazzate dagl'americani. Alla fine passano Brasile e Stati Uniti e la figuraccia dei poveri egiziani. Ieri sera mi ponevo solo una domanda, ma in tutta questa vicenda non ci trovate lo zampino di Berlusconi? sicuramente avrà mandato lui le puttane ad allietare la festa agli amici Egiziani. Mi aspetto dalla "Repubblica" un reportage, un collegamento con Al Cairo durante AnnoZero, qualche foto di Berlusconi che negli spogliatoi della squadra egiziana fa vedere un catalogo delle fanciulle,.....Dai, era solo per scherzare, forse, perchè se adesso il Milan compre qualche egiziano, lo scoop lo fanno veramente.
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